Il percorso scolastico della Scuola Waldorf: un percorso unitario dalla I all'VIII classe

La scuola Waldorf Sophia di Padova offre un ciclo completo di otto anni, dalla prima alla ottava classe. Un percorso pensato come un arco unitario, in cui ogni fase prepara organicamente quella successiva.

Una precisazione utile per chi si avvicina per la prima volta: nella scuola Waldorf non si parla di prima, seconda e terza media. Si parla di sesta, settima e ottava classe. Il motivo è semplice e significativo: le medie non sono un ciclo a sé, separato dalle elementari, ma la naturale continuazione di un percorso che non si interrompe. La classe quinta precede la sesta come la terza precede la quarta, senza salti di istituto, di insegnanti o di metodo.

Il piano di studi non è statico: evolve anno dopo anno seguendo lo sviluppo interiore del bambino e del ragazzo. Ciò che si insegna in prima classe, e il modo in cui lo si insegna, è profondamente diverso da ciò che avviene in quinta o in ottava. Il curriculum Waldorf è un organismo vivo, che cresce insieme ai suoi allievi.

La scuola Waldorf offre un curriculum straordinariamente ricco, in cui le materie intellettuali, artistiche e manuali hanno pari dignità. Ogni disciplina è pensata non solo per trasmettere contenuti, ma per sviluppare facoltà umane: la capacità di osservare, di sentire, di pensare, di fare.

Il secondo settennio: Il tempo dell'immagine e del sentimento

Con l’ingresso alla scuola elementare, intorno ai sei o sette anni, il bambino attraversa una soglia importante. La perdita dei denti da latte, il cambiamento nel volto e nel corpo, una nuova vivacità dello sguardo: sono i segnali di una trasformazione profonda.

Le forze che nei primi anni erano impegnate a costruire gli organi fisici si liberano e diventano disponibili per un nuovo tipo di apprendimento.

Si apre il secondo settennio, il tempo dell’anima. Il bambino sviluppa ora la memoria, la fantasia, la capacità di sentire il mondo non solo con il corpo ma con la vita interiore. Impara per immagini viventi, per storie, per entusiasmo. La mente astratta non è ancora matura, ed è giusto così: anticiparla significa bruciare forze che servono per altri compiti, più urgenti e più profondi.

Per questo la scuola elementare Waldorf introduce ogni materia in modo artistico e narrativo.

La scrittura nasce dal disegno, il calcolo nasce dal ritmo, la storia viene raccontata come vicenda umana viva. L’obiettivo non è riempire la memoria di informazioni: è accendere il desiderio di conoscere, che è la radice di ogni apprendimento autentico.

Con la quinta e la sesta classe si avverte già il primo annuncio del terzo settennio: il pensiero comincia a volersi staccare dall’immagine, a cercare la causa, il perché. In settima e ottava si accoglie questo risveglio con rigore crescente, introducendo gradualmente il pensiero causale e scientifico, senza mai abbandonare la dimensione artistica che ha nutrito gli anni precedenti.

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Il maestro di classe: otto anni insieme

Dalla prima elementare fino all’ottava classe, il maestro di classe rimane con gli stessi bambini.

È una delle caratteristiche più distintive, e più fraintese, della pedagogia Waldorf.

Otto anni sono un tempo lungo, abbastanza lungo da conoscere ogni bambino in profondità: le sue qualità nascoste, le sue difficoltà ricorrenti, il suo ritmo specifico di apprendimento, la sua storia familiare, i momenti in cui ha bisogno di essere spinto e quelli in cui ha bisogno di essere aspettato. Una conoscenza che nessun fascicolo scolastico può sostituire.

Il maestro di classe porta le materie principali, le epoche del mattino, avvalendosi della collaborazione di insegnanti specialisti per le discipline specifiche come le lingue straniere, la musica, l’euritmia, il lavoro manuale. È il punto di riferimento per i bambini e per le famiglie: una figura di autorità amorevole, che accompagna senza sostituirsi, che guida senza dirigere.

Il maestro deve crescere insieme alla classe, rinnovare ogni anno il proprio modo di insegnare per rispondere alle esigenze di bambini che cambiano. È un cammino di autoeducazione continua, che la pedagogia steineriana considera parte integrante del ruolo dell’insegnante.

Come scriveva Frans Carlgren in Educare alla libertà, il maestro Waldorf non è un funzionario dell’istruzione: è un artista dell’educazione, che lavora con la materia più viva e più preziosa che esista, l’essere umano in formazione.

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Le materie di base della scuola steineriana

Italiano e lingua scritta

Nella prima classe la scrittura nasce dal disegno. Prima di imparare la lettera A, il bambino disegna un’aquila che plana, sente la forma nel gesto della mano, la abita. Ogni lettera emerge da un’immagine viva, che il bambino ha già incontrato nel racconto dell’insegnante. La lettura segue la scrittura, mai il contrario: il bambino impara prima a produrre il segno, poi a riconoscerlo.

Nelle classi successive la lingua si approfondisce attraverso la grammatica vissuta, le parti del discorso come forze dell’anima, non come categorie astratte, la composizione, la poesia, il teatro. Nella scuola secondaria di primo grado si introducono l’analisi del testo, la scrittura argomentativa, la letteratura come incontro con l’esperienza umana in tutta la sua complessità.

Matematica e geometria

Il calcolo nelle prime classi nasce dal corpo. Si conta battendo le mani, camminando, saltando: i numeri sono forze vive prima di diventare simboli. Le quattro operazioni vengono introdotte come qualità, l’addizione come incontro, la sottrazione come separazione, la moltiplicazione come potenza, la divisione come condivisione.

La geometria inizia con il disegno di forme a mano libera: spirali, stelle, simmetrie, intrecci. Il bambino sente la forma nel movimento del braccio prima di vederla sulla carta. Dalla sesta classe si introduce la geometria euclidea con riga e compasso, come conquista del pensiero preciso e rigoroso, arrivano l’algebra e i primi elementi di geometria analitica.

Storia

La storia viene raccontata come vicenda umana viva, non come sequenza di date da memorizzare.

Nelle prime classi si narrano miti, leggende e fiabe dei popoli del mondo. Dalla quarta classe si entra nella storia: prima quella locale e nordica, poi le grandi civiltà dell’antichità, Egitto, Mesopotamia, Grecia.

Nella scuola secondaria di primo grado si percorrono l’epoca romana, il Medioevo, il Rinascimento, l’età moderna fino alla storia contemporanea, affrontate con gli strumenti del pensiero critico che il ragazzo sta sviluppando.

Geografia

La geografia parte dal vicino per arrivare al lontano. Nelle prime classi si esplora il paesaggio circostante, il quartiere, la città. Poi si allarga: la regione, l’Italia, l’Europa, il mondo.

La cartografia viene sempre disegnata a mano dai bambini, che costruiscono le loro carte geografiche come atto di comprensione attiva del territorio. Nella scuola secondaria di primo grado si introducono la geografia fisica, economica e antropica, con attenzione ai grandi temi del rapporto tra essere umano e ambiente.

Scienze naturali

La botanica, la zoologia, la geologia, la fisica e la chimica vengono affrontate attraverso l’osservazione diretta dei fenomeni. Prima si osserva e si descrive, poi si sperimenta, poi si elaborano concetti. Il bambino non riceve spiegazioni già confezionate: le costruisce a partire dall’incontro con la realtà.

La botanica nelle classi centrali, la zoologia come studio dell’essere umano nel regno animale, la geologia come lettura della terra come organismo vivo. In sesta e settima classe si introducono la fisica, (con epoche dedicate ad acustica, ottica, elettricità, magnetismo, meccanica, termodinamica) e la chimica, come incontro con la trasformazione della materia.

Ogni fenomeno fisico o chimico viene prima vissuto come esperienza, poi compreso come legge.

Le lingue straniere

Due lingue straniere, inglese e tedesco, vengono introdotte fin dalla prima classe. All’inizio in forma esclusivamente orale: canti, filastrocche, giochi di parole, brevi dialoghi. La lingua viene ascoltata, imitata, cantata, prima ancora di essere letta o scritta. Questo approccio, che rispecchia il modo naturale in cui i bambini acquisiscono la lingua madre, sviluppa una sensibilità linguistica profonda e una pronuncia autentica.

La lettura e la scrittura nelle lingue straniere arrivano gradualmente, nelle classi successive, quando la lingua è già stata vissuta come suono e come ritmo. Nella scuola secondaria di primo grado le ore di lingua si intensificano, con attenzione alla grammatica, alla produzione scritta e alla comprensione di testi letterari semplici.

Imparare due lingue straniere fin da piccoli non è solo un esercizio linguistico: è un allenamento alla comprensione dell’altro, alla relativizzazione del proprio punto di vista, all’apertura verso culture e sensibilità diverse.

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Pittura, disegno e modellaggio

Pittura ad acquerello

La pittura ad acquerello su carta bagnata accompagna i bambini per tutto il percorso scolastico, trasformandosi nelle sue qualità man mano che cresce la capacità espressiva. Nelle prime classi il bambino vive nel colore puro: il rosso che incontra il giallo, il blu che si espande nell’acqua. Il colore precede la forma, così come il sentimento precede il concetto.

Nelle classi successive la pittura diventa sempre più consapevole: si introducono le composizioni, i contrasti, la relazione tra luce e ombra; la pittura si evolve a strumento di espressione personale e di ricerca, capace di dare forma a stati interiori che le parole faticano a raggiungere.

Come scrivono Margrit Jünemann e Fritz Weitmann in Dipingere e Disegnare nella scuola steineriana, la pittura non insegna a rappresentare il mondo: insegna a sentirlo.

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Disegno di forme

Il disegno di forme è una materia propria della scuola Waldorf, senza equivalenti in altri sistemi educativi. Nelle prime classi i bambini tracciano forme libere, curve continue, spirali, onde, intrecci simmetrici. Il gesto è ampio, coinvolge tutto il braccio. La forma nasce dal movimento prima che dall’intenzione.

Progressivamente le forme si fanno più complesse e geometriche, fino a diventare, nelle classi successive, disegno ornamentale e geometria descrittiva. Questo percorso educa la volontà, la coordinazione fine, la capacità di portare a compimento un atto con precisione e cura.

Come osservava Steiner, la mano che sa disegnare una forma con sicurezza è la stessa che saprà pensare con chiarezza.

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Disegno in bianco e nero

Dalla sesta classe si introduce il disegno in bianco e nero, con carboncino, grafite e gessetto. I ragazzi imparano a lavorare con la luce e l’ombra, con il contrasto e la sfumatura, con la tensione tra il pieno e il vuoto. È un incontro con la polarità, che rispecchia la fase evolutiva dell’adolescente: il pensiero in bianco e nero come prima forma di giudizio autonomo, da affinare poi nella complessità dei grigi.

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Modellaggio

Con la cera d’api nelle prime classi, con l’argilla nelle successive e con il legno dalla sesta: il modellaggio è presente per tutto il percorso. Dare forma alla materia con le mani educa il pensiero tridimensionale, la sensibilità tattile, la capacità di trasformare una visione interiore in qualcosa di reale e concreto. Ogni materiale parla con un linguaggio diverso: la cera è morbida e accogliente, l’argilla è generosa e diretta, la pietra richiede pazienza e rispetto.

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La musica

Nella scuola Waldorf tutti i bambini suonano uno strumento. La musica non è un’attività per i più dotati: è una lingua che appartiene a ogni essere umano, e che ogni essere umano ha il diritto di imparare.

Nella visione steineriana melodia, armonia e ritmo rispecchiano le tre facoltà dell’anima: il pensiero, il sentimento e la volontà. Da questa comprensione nasce un insegnamento musicale che si trasforma classe per classe, seguendo lo sviluppo interiore del bambino.

Nelle prime due classi si lavora per imitazione, con canti e melodie pentatoniche, il flauto pentatonico suonato a orecchio e strumenti ritmici di diversi materiali. Il canto corale è centrale, perché costruisce un sentire sociale condiviso.

Dalla terza classe si introduce la notazione musicale e si passa dalla scala pentatonica alla diatonica. Il canto monodico si arricchisce con i primi canoni. I bambini possono iniziare lo studio privato di uno strumento, da portare nelle esperienze d’insieme delle classi successive.

In quarta classe, in parallelo con lo studio delle frazioni, si affrontano i valori delle note e le loro pause. Si avvia il canto a più voci. Possono avviarsi le prime esperienze di insieme tra strumenti, flauti, percussioni e strumenti personali degli alunni, che iniziano a far parte dell’orchestra della scuola.

Dalla quinta classe la polifonia si approfondisce con canoni più complessi e canti a tre voci.

In sesta classe, prendendo spunto dall’epoca di fisica-acustica, si esplorano gli aspetti scientifici della musica attraverso esperimenti concreti. Il suonare insieme diventa occasione per allenare l’ascolto reciproco, la pazienza e il rispetto della difficile arte di fare musica in gruppo.

In ottava classe si studia la storia della musica in Europa, dagli albori della scrittura musicale fino al Novecento, con ascolti guidati e brani eseguiti dal vivo. Quando possibile, assistere a un concerto o a un’opera lirica si rivela per molti ragazzi un’esperienza di grande impatto formativo.

L'euritmia

L’euritmia è un’arte del movimento nata dall’antroposofia, sviluppata da Rudolf Steiner nei primi anni del Novecento. Rende visibile il linguaggio e la musica attraverso il gesto: ogni suono, ogni parola, ogni intervallo musicale ha la sua forma nello spazio.

Nella scuola Waldorf l’euritmia è una materia curriculare presente per tutti gli otto anni, con un’insegnante specializzato. Nelle prime classi ha la forma di giochi di movimento ritmici, accompagnati dalla voce o da strumenti musicali. Man mano che i bambini crescono, l’euritmia si fa più complessa e consapevole, fino a diventare, nella scuola secondaria di primo grado, una vera e propria arte scenica che i ragazzi praticano e portano sul palco.

L’euritmia sviluppa la coordinazione, l’equilibrio, la capacità di muoversi nello spazio con intenzione e grazia. Ma soprattutto educa qualcosa di più sottile: la capacità di ascoltare, di rispondere, di agire in armonia con gli altri. Qualità che la vita chiede in ogni contesto, ben oltre la scuola.

La ginnastica Bothmer

La ginnastica Bothmer è una forma di educazione fisica sviluppata da Fritz Graf von Bothmer, insegnante alla prima scuola Waldorf di Stoccarda, su indicazione di Rudolf Steiner. A differenza della ginnastica tradizionale, che si concentra sul potenziamento muscolare e sulla performance, la ginnastica Bothmer lavora sul rapporto tra il corpo e lo spazio circostante.

Gli esercizi sviluppano coordinazione, equilibrio, agilità e consapevolezza corporea attraverso movimenti che coinvolgono l’intera persona: non solo i muscoli, ma la volontà, l’attenzione, la presenza. Il corpo impara a orientarsi nello spazio, a trovare il proprio centro, a muoversi con sicurezza e leggerezza.

Nelle classi superiori si affiancano alla ginnastica Bothmer anche sport di squadra, atletica e attività all’aperto, che sviluppano lo spirito di collaborazione e la capacità di competere in modo sano. In terza e quarta classe i ginnasti si esercitano in Reigen, che si traducono in danze ritmiche corali.

In sesta classe i ginnasti creano uno spettacolo di giocoleria, ginnastica Bothmer e ginnastica acrobatica. Tutte le coreografie e buona parte delle musiche, sono composte e suonate sono composte dagli alunni. Il lavoro si sviluppa nella collaborazione tra gruppo maschile e femminile, in un’armonia tra forza ed eleganza.

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Il lavoro manuale.

Il lavoro manuale nella scuola Waldorf non è un’attività complementare. È una materia a pieno titolo, presente per tutti gli otto anni, con un’insegnante specializzata. La convinzione che sta alla base è semplice e profonda: le mani che sanno fare pensano meglio. L’intelligenza manuale e l’intelligenza cognitiva si nutrono a vicenda.

Maglia, cucito e tessitura

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Fin dalla prima classe tutti i bambini, maschi e femmine, imparano a lavorare a maglia. È spesso la prima reazione di sorpresa dei genitori, e quasi sempre diventa una delle esperienze più amate dai bambini.

La progressione è precisa e intenzionale: nelle prime classi i punti base della maglia, nelle successive le forme tridimensionali, gli indumenti, i lavori a due ferri e poi a cinque. Si introduce il cucito, il ricamo, la tessitura. Ogni anno la complessità cresce, insieme alla capacità di concentrazione, alla pazienza e alla soddisfazione di portare a termine un lavoro.

Lavorare con la lana educa la coordinazione fine delle dita, che è, come osservava Steiner, direttamente connessa allo sviluppo delle aree del cervello responsabili del linguaggio e del pensiero logico.

Falegnameria

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Dalla quinta classe i ragazzi entrano nel laboratorio di falegnameria. Imparano a conoscere il legno nelle sue diverse qualità, a usare pialle, scalpelli, seghe e tornio con precisione e rispetto, a progettare e realizzare oggetti concreti: scatole, utensili, sculture, strumenti.

La falegnameria educa la volontà nel senso più profondo: la capacità di sostenere un’intenzione nel tempo, di fare i conti con la resistenza della materia, di trasformare un progetto mentale in qualcosa di reale che si può tenere in mano. È anche un’educazione alla cura: degli strumenti, del materiale, del lavoro altrui.

Lavorazione dei metalli

Nelle classi di medie si introduce la lavorazione dei metalli. I ragazzi imparano a forgiare, cesellare e modellare rame, ottone e altri metalli con martello e bulino. È un incontro con la materia nella sua forma più resistente, che richiede forza, precisione e una capacità di ascolto particolare: il metallo comunica attraverso il suono, il calore, il colore.

Lavorare il metallo è una delle esperienze più formative del percorso Waldorf: richiede presenza totale, nessuna distrazione è consentita, ogni gesto ha una conseguenza immediata e irreversibile.

Un’educazione alla responsabilità che va ben oltre il laboratorio.

Il giardinaggio e orticoltura

Il giardinaggio offre agli allievi una comprensione reale dei cicli della natura attraverso l’attività pratica. Lavorare la terra, osservare con continuità, ricordare ciò che si vede e si impara nel corso degli anni: in questo modo i bambini gettano le fondamenta di una futura capacità di giudizio e di responsabilità nei confronti dell’ambiente.

Il primo contatto con l’orto della scuola avviene in terza classe, quando i bambini iniziano a coltivarlo e a prendersene cura. Le vere e proprie lezioni di giardinaggio entrano nel curriculum nella prima pubertà, dove svolgono anche una funzione pedagogica di sostegno: il lavoro concreto con la terra offre stabilità in un periodo di intensi cambiamenti fisici e psicologici, e le membra si rafforzano attraverso un’attività che ha un senso reale.

È un’educazione pratica alla responsabilità, che lascia una traccia duratura nel modo in cui il ragazzo si rapporterà all’ambiente per il resto della vita.

Le attività di gruppo: olimpiadi, torneo medievale e orchestra

Accanto al percorso quotidiano in classe, la scuola Waldorf prevede alcune esperienze collettive, momenti in cui i ragazzi si misurano con se stessi, con i compagni e con coetanei di altre scuole steineriane. Sono appuntamenti attesi, preparati con cura nel corso dell’anno, e spesso ricordati per tutta la vita.

Le Olimpiadi greche · Quinta classe

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In quinta classe, mentre si studia l’antica Grecia, i ragazzi partecipano alle Olimpiadi steineriane: una manifestazione che si svolge ogni anno presso una scuola Waldorf italiana, con alunni di quinte classi provenienti da diverse scuole.

Le discipline atletiche, cinque come i giochi dell’antichità, vengono praticate durante le lezioni di ginnastica nel corso dell’anno e poi vissute nella manifestazione in modo comunitario. I ragazzi vengono divisi in gruppi misti, le “polis”, coordinati da insegnanti che non sono i loro. Si incontrano coetanei che non si conoscono, si condividono fatiche e gioie e si dorme fuori casa.

Le Olimpiadi steineriane non sono una gara, sono un “agone”, cioè la possibilità di misurare se stessi nell’armonia e nel coraggio condiviso con altri coetanei.

Il Torneo del Graal · Settima classe

All’inizio della settima classe il programma storico porta i ragazzi nel Basso Medioevo. In questo contesto prende vita il Torneo del Graal: un incontro tra settime classi di diverse scuole Waldorf, in cui i ragazzi si sfidano in quattro discipline praticate durante tutto l’anno:

  • Il tiro con l’arco
  • La lotta sulla trave
  • Il combattimento con il bastone
  • Un esercizio di ginnastica Bothmer a corpo libero

 

Quale prosecuzione delle Olimpiadi la sfida, che ora diviene individuale, non ha come scopo il possesso della coppa, che rimane custodita dai maestri di ginnastica, bensì le capacità sviluppate quali la concentrazione, la perseveranza, il coraggio e la padronanza di sé qualità che i ragazzi riconoscono come il vero trofeo.

L’atmosfera medievale non è affidata a costumi o scenografie: viene ricercata nello spirito, nella qualità della presenza e del gesto. E nell’incontro con coetanei di altre scuole che stanno percorrendo la stessa strada.

Il Torneo Philadelphia · Ottava classe

In ottava classe, gli alunni che si sono confrontati l’anno precedente nel torneo del Graal, si ritrovano nel Torneo di Philadelphia (amore fraterno). Le attività dal gruppo passano alla squadra, cioè gruppi circoscritti per capacità, scelti dagli stessi ragazzi. Le discipline esercitate nel torneo sono:

  • Coreografia di classe di ginnastica Bothmer
  • Unihockey
  • Ultimate frisbee
  • Spaceball

L'orchestra della scuola

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Dalla quarta classe, i bambini che studiano uno strumento musicale al di fuori della scuola hanno l’opportunità di suonare insieme ai compagni, integrando il proprio strumento nell’orchestra di classe. Gli altri alunni si cimentano con i flauti dolci di varie misure e le percussioni.

Le classi dalla quarta all’ottava, formano l’orchestra della scuola Sophia. Il repertorio preparato dall’orchestra viene presentato ai genitori e agli alunni delle altre classi in occasione delle feste scolastiche. Suonare insieme richiede ascolto e rispetto dei tempi altrui, qualità musicali e umane allo stesso tempo.

Già Cantai Allegramente - Settima classe

Le settime classi, in concerto “Già Cantai Allegramente” è un progetto musicale rivolto agli allievi delle VII classi delle Scuole Steiner- Waldorf provenienti da tutta Italia.

Promossa dall’Associazione “Resonare” e patrocinata dalla Federazione delle Scuole Steiner Waldorf in Italia.

La prima edizione di “Già cantai allegramente” risale al maggio 2017 quando, grazie all’entusiasmo e all’accoglienza del primo gruppo di scuole, 130 studenti sono giunti a Firenze con i loro strumenti.

Anno dopo anno i concerti si sono svolti in luoghi diversi della città, scelti per la loro bellezza e risonanza.

I giovani provenienti da scuole diverse, grandi e piccole, lavorano ogni anno nelle proprie realtà sul repertorio in attesa di incontrarsi tutti a Firenze, dove alternano le prove musicali con le visite guidate della città, in una vera immersione nel Rinascimento. Il repertorio è vasto e multiculturale, permette ai ragazzi di attraversare mondi diversi, dalle Alpi all’Africa, dal rinascimento fiorentino all’America latina, all’est Europa, riflettendo la complessità stessa della vita.

Già Cantai Allegramente è un seme per il futuro dei nostri ragazzi e dell’intera comunità, un luogo in cui la presenza di ognuno diventa il sostegno necessario per tutti gli altri.

Il teatro e la recitazione

Le rappresentazioni teatrali sono dei momenti fondamentali per tutta la durata del ciclo scolastico.

Nelle prime classi sono spesso recite tratte da fiabe o miti, scritte o adattate dall’insegnante. Dalla sesta in poi i ragazzi si misurano con testi più impegnativi, a volte adattati da loro stessi.

Il teatro educa la memoria, la presenza, la capacità di abitare un personaggio diverso da sé e di parlare in pubblico con sicurezza e naturalezza. Ma soprattutto educa l’empatia: per interpretare un personaggio bisogna capirlo, sentirlo, trovare in sé qualcosa che gli assomigli.

Le rappresentazioni di fine anno sono momenti di grande intensità per tutta la comunità scolastica: i bambini più piccoli guardano i grandi con ammirazione e desiderio. I grandi portano sul palco mesi di lavoro, di prove, di crescita condivisa.

La scuola ospita inoltre il gruppo Teatrofiaba, attivo da oltre vent’anni, che durante l’anno propone spettacoli con pupazzi, marionette e trasparenze, e dal 2017 organizza un festival annuale interamente dedicato al mondo della fiaba.

Porte Aperte alla Scuola Elementare e Media

Per chi vuole capire davvero come funziona la scuola Waldorf dall’interno, la Scuola Sophia di Padova organizza ogni anno due o tre giornate di Porte Aperte dedicate al percorso dalla prima all’ottava classe, tra ottobre e gennaio.

Durante questi incontri gli insegnanti presentano la pedagogia del secondo settennio, il piano di studi, le materie artistiche e manuali, il metodo delle epoche e il ruolo del maestro di classe. Si visitano le aule, i laboratori, gli spazi di lavoro. Si vedono i quaderni degli alunni, i lavori manuali, i materiali. E soprattutto c’è spazio per fare tutte le domande che si hanno in testa: sul percorso didattico, sulla valutazione, sul passaggio alle scuole superiori, sui costi, sull’iscrizione.

Partecipare a una giornata di Porte Aperte è il modo più diretto per capire se questa è la scuola giusta per tuo figlio. Molto di ciò che rende speciale una scuola Waldorf si capisce solo vivendolo, anche solo in una serata.

Le date vengono aggiornate di volta in volta nel calendario del sito.

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Il primo passo in una scuola Waldorf è una conversazione

Avvicinarsi alla Scuola Waldorf non significa compilare un modulo. Significa cominciare un dialogo, con gli insegnanti, con le famiglie, con noi stessi come genitori.